Autore: Gianluigi Di Cesare Fonte: www.aperture-rivista.it
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Un uomo senza storia
Claudio sta parlando da circa venti minuti. È il nostro quinto
incontro e fatico a tenere gli occhi aperti. Mi sento invaso da un
misto di confusione e di noia e il risultato è l’irresistibile arrivo
del sonno. Mi sembra che il suo racconto non abbia né capo né
coda; un insieme di storie e di personaggi si avvicendano affastellandosi
in modo confuso, senza che sia possibile mettere a
fuoco un volto o collegarlo ad un nome. Mi trovo a domandarmi
quando sia accaduta la storia che sta raccontando; non riesco
infatti a capire se sia antica o recente o se, addirittura, non sia mai
veramente esistita e sia solo il frutto della sua fantasia. Le
domande poste nel tentativo di capire – di lavorare sulla “chiarificazione”,
per usare la terminologia di Kernberg – sortiscono
solo ulteriore confusione, producendo una marea di dettagli, di
notizie apparentemente scollate, senza alcun rapporto tra loro.
Sta raccontando la storia dei suoi amori, dei suoi rapporti affettivi,
ma più che un racconto sembra di ascoltare qualcosa a metà
tra un elenco telefonico e un bollettino di guerra. L’impressione
è quella di una trama fissa che si ripeta incessantemente, modificando
solo i protagonisti che, però, nella sua descrizione, assomigliano
più a caricature che a persone reali. Laura è stata la
prima fidanzata, Lucia l’ultima: se le invertissimo, mettendole
l’una al posto dell’altra, non ci sarebbe nessuna differenza…
