Fonte: http://sopsi.archicoop.it
Autore: Prof. R. Rossi - Dipartimento di Neuroscienze, Università di Genova
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Più che seguire il filo, abbastanza scontato e oggi superato, della schizofrenia degli artisti o dei personaggi creativi, o della presenza o della funzione dell’arte nel contesto schizofrenico, mi proverò ad aprire una nuova e più ariosa finestra: tenterò qui di ricercare quelle componenti, quegli intenti e quelle funzioni disgreganti e destrutturanti, che sono comuni sia alla creazione artistica sia alla schizofrenia.
Una componente umana di fondo, che ha la funzione di disgregatore sintattico, di catalizzatore destrutturante della sintassi del pensiero e della costruzione delle emozioni, che è presente nel fondo della condizione onirica, nella creazione artistica e nella schizofrenia.
Ciò non significa, beninteso, che arte e schizofrenia siano sovrapponibili, intanto perché sono due realtà che si muovono in contesti diversi e rispondono a definizioni differenti, e poi perché ognuna delle due istanze ha una sua individualità che si muovono l’una sul piano clinico, l’altra sul piano estetico: ma ciò che voglio dire è che la trama intensa e profonda delle due condizioni si può sovrapporre e se ne ritrovano, in entrambe, i segni e le caratteristiche di funzionamento.
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